Visualizzazione post con etichetta Annapurna Himal. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Annapurna Himal. Mostra tutti i post

domenica 29 luglio 2012

Il PROBLEMA DELL'ACQUA POTABILE IN HIMALAYA


(dal mio libro)
ANNAPURNA HIMAL
Fra le terre alte nel cuore del gigante himalayano 


Leggi le prime pagine: 


L'approvvigionamento di acqua potabile nella regionen himalayana non è un problema da sottovalutare. Bere l'acqua direttamente dai numerosi fiumi o dalle fontanelle dei villaggi è la via più breve e sicura per contrarre infezioni intestinali quali diarrea e giardiasi, solo per fare qualche nome.
 
L'Annapurna I, 8091 m, è la decima montagna più alta del pianeta. Il massicio, con le sue tredici cime oltre i 7000 m e le sedici vette oltre i 6000 m, copre la più vasta area protetta del Nepal adibita a questo scopo. È gestita dal National Trust for Nature Conservation (NTNC), un ente che si occupa della conservazione dell'ambiente. Tramite un suo progetto, l'Annapurna Conservation Area Project (ACAP), si propone di trovare il corretto equilibrio tra tutela ambientale e sviluppo socio-economico delle popolazioni ivi residenti. In collaborazione con le comunità locali provvede, tra l'altro, alla formazione del personale per la gestione di lodge e hotel, promuove campagne di sensibilizzazione igienico-sanitaria e di salvaguardia della ricca biodiversità animale e vegetale. Ciò che mi ha colpito soprattutto è l'attenzione con la quale si cerca di superare il notevole impatto ambientale causato dalla dispersione delle bottiglie di acqua minerale usate dai visitatori. Un dato: 88.418 trekkers nel solo 2010! Di acqua potabile neppure a parlarne. Così sono sorte varie “stazioni di rifornimento”, segnalate e gestite dalle comunità locali, lungo il circuito ed all'interno del “Santuario” dell'Annapurna: Tal, Bagarchhap, Chame, Pisang, Humde, Manang, Letdar, Thorung Phedi, Muktinath, Kagbeni, Jomsom, Chomrong... tanto per citarne alcune! Qui è possibile l'approvvigionamento di acqua perfettamente purificata da batteri, virus, spore, parassiti ed inquinanti chimici, tramite un processo di ozonizzazione. Si entra, si presenta la propria cara e a volte “vecchia borraccia”, si firma un registro lasciando anche qualche impressione e commento e si scambia qualche parola, il tutto al costo di 35-40 rupie il litro ( circa 35-40 centesimi di euro). I vantaggi sono molteplici, dalla tutela dell'ambiente e della salute, non solo dei visitatori naturalmente, ad un certo vantaggio economico per le singole comunità che trattengono una parte degli utili. Dimenticavo. Più si sale di quota e più l'acqua minerale costa, per ovvi motivi: il trasporto avviene esclusivamente, con notevole dispendio di energie e di fatica sulle spalle di portatori. Ho trovato prezzi fino alle 200 rupie per litro (circa due euro).

Va da sé che l'uso degli attuali tradizionali metodi di purificazione dell'acqua tramite ebollizione, aggiunta di preparati a base di iodio o cloro e filtri è una valida alternativa.

 
Chhomrong, grosso villaggio Gurung pulito e ordinato, sulla via per il "Santuario", si stende dal crinale a 2200 m di quota giù giù fino al torrente Chhomrong Khola a 1860 m.

Passaggio in un vicolo di Chhomrong

Chhomrong, la via pricipale


Chhomrong, la "stazione di rifornimento" dell'acqua




Chhomrong, la grande insegna con la segnalazione della "stazione di rifornimento" dell'acqua












































martedì 3 aprile 2012

Città del Nepal: Pokhara

(dal mio libro)
  ANNAPURNA HIMAL
Fra le terre alte nel cuore del gigante himalayano
 
Leggi le prime pagine:

Non si può dire di aver visitato il Nepal senza prima aver soggiornato a Pokhara. La sua valle è come un giardino sospeso in terra, uno dei paradisi del mondo.”
da A Glimpse of Pokhara di Surya R.S.

Pokhara è un grosso centro adagiato sulle rive di un grande lago, il Phewa Tal, nel bel mezzo di un'ampia valle circondata da boschi e ricca di acque, a 827 metri di quota. Sullo sfondo, una delle visioni più giustamente note, attira l'attenzione del visitatore: l'Annapurna Himal, un gruppo di cime maestose imbiancate di cui l'Annapurna I, con i suoi 8091 metri, rappresenta la decima vetta più alta della terra. Domina il centro di questa catena montuosa, per la sua inconfondibile forma, la piramide slanciata del Machhapuchhre di 6993 metri, il cui nome significa coda-di-pesce, montagna sacra e tuttora inviolata. Vi giungo con un gruppo di amici il 29 di ottobre 2011, dopo tre settimane trascorse tra le alte terre nel cuore del gigante himalayano, l'Annapurna... appunto. Prendiamo alloggio presso l'accogliente Hotel Green Tara, situato nei pressi del lago, come la maggior parte degli alberghi di Pokhara. La serata è allietata da una cena in uno dei tanti caratteristici ristoranti che affollano la zona. L'ambiente è rilassante ed è piacevole degustare i piatti tipici locali davanti ad una buona birra e trascorrere il tempo chiacchierando con i compagni dopo le fatiche e le emozioni dei giorni precedenti. 
 
Pokhara, “la valle dei laghi”, questo è infatti il suo significato, offre molti spunti per un soggiorno. Sul lungolago, a pochi passi dall'hotel, non perdiamo l'occasione per recarci a visitare il monumento religioso forse più importante della città, il Barahi Temple. Si trova su di una piccolissima isola, raggiungibile solo tramite passaggio in barca. Prime ore del mattino, l'aria è gradevolmente fresca e il piccolo molo brulica già di fedeli indù di tutte le età. Il costo del biglietto andata e ritorno è di 50 rupie, circa 50 centesimi di euro. Nell'attesa, mi lascio attrarre dalle barche coloratissime, con il fondo piatto. Il percorso è davvero breve, circa 10 minuti. Il tempio a pagoda è dedicato ad Ajima, divinità femminile protettrice, secondo la tradizione hindu. In suo onore vengono sacrificati animali maschi ed uccelli il sabato, giorno di vacanza in Nepal. 
 
Il secondo appuntamento da non mancare è il Museo Internazionale della Montagna (IMM). Si trova dalle parti dell'aeroporto, in una vasta area verde. L'imponente edificio che lo ospita è frutto dell'iniziativa della Nepal Mountaineering Association (il Club Alpino Nepalese per intenderci) e del supporto economico di vari club alpini da ogni parte del mondo. Il percorso all'interno è guidato secondo un filo conduttore che porta ad incontrare dapprima le varie etnie che abitano le montagne himalayane, continua poi con la geologia, la flora e la fauna, per concludersi con la storia delle ascensioni dei 14 ottomila. Il tutto con pannelli esplicativi, gigantografie e modellini, corredato da una sala conferenze ed una sala per audiovisivi. Dimenticavo... esiste persino la possibilità di un incontro ravvicinato con lo yeti! Il museo è operativo dal febbraio del 2004 ed è un irresistibile richiamo per chi, come me, pratica ed ama la montagna. Certo, è auspicabile la conoscenza della lingua inglese!

Scheda: Pokhara, la seconda città più popolosa del Nepal, si trova a 200 km ad ovest della capitale Kathmandu ed è ad essa collegata con voli di 25 minuti e servizi di autobus. Da qui partono numerosi trek diretti al massicci dell'Annapurna e Dhaulagiri. Offre numerose possibilità di svago, dalle escursioni in barca alla pesca sul Lago Phewa, dal volo ultraleggero al parapendio, dai campi da golf alle escursioni con la bicicletta, dalle brevi passeggiate al rafting.
Un tempo particolarmente importante come centro di scambi commerciali fra India e Cina, oggi è più giustamente famosa per gli scenari naturali e le numerose iniziative a carattere culturale che è in grado di offrire al visitatore.

Link utile:
http://www.pokhara.net 





Cities of Nepal: Pokhara
" You have not seen Nepal if you have not been to Pokhara.
Pokhara valley is a hanging garden of the earth. It is, as the tourists say, one of the paradises on the earth."
from A Glimpse of Pokhara, by Surya R.S. 

Pokhara, the second largest city in Nepal, is located on the banks of Phewa Tal (lake) in a valley surrounded by thick woods and open spaces at 827 m above sea level. In the background you can enjoy one of the most attractive views famous the world over: the Annapurna Himal of which Annapurna I, with its 8091 m, is the tenth highest peak on earth. The centre of the scenery is dominated by the stunning pyramid of Machhapuchhre, the-fishtail-mountain... the sacred mountain forbidden to climbers. For its particularly steep profile it is also commonly known as the Matterhorn of Nepal. I get here with a group of companions on the 29th of October 2011, after three weeks on a trail around and deep into the Annapurnas. We find warm and comfortable accommodation for the night at the Green Tara Hotel on the Lakeside, the tourist district well known for its hotels, restaurants and small shops. 
 
Pokhara, the gate city to Annapurna and Dhaulagiri, offers travellers plenty of interesting places to see so we spend the morning making a short visit to Barahi Temple, probably the most important religious monument. It is a “must visit” site, being located on a tiny island of Phewa Lake. You go there by boat at a cost of fifty rupees while the “voyage” takes about ten minutes. The temple, a two-storeyed pagoda, is dedicated to Ajima, a protectress deity, according to Hindu tradition. The place is always crowded with devotees who carry male animals and fowl, especially on Saturdays; they sacrifice and offer them to the goddess. 
 
Another attraction you cannot miss, if you are a mountain lover, is the International Mountain Museum (IMM), close to the airport on open green land. Built with the support of Nepal Mountaineering Association and many international alpine clubs, it was opened to the public in 2004. The building is quite impressive for its architectural structure and the three main sections it has been divided into guide the visitor around. The first section exhibits the traditions, culture and way of life of ethnic groups like the Tamang, Thakali, Gurung, Chhantyal and Sherpa, all of them living in the Himalayan region. Section II presents the geological formation together with some fine specimens of the Himalayan flora and fauna. The mountaineering photographs and stories of the fourteen eight-thousanders can be found in section III and climbing gear as well. The museum offers facilities such as an Audio Visual Hall, a Conference Hall and a Library. And last but not least... you can even have a close encounter with the mythical yeti! All of that for 300 rupees only!...

Pokhara lies 200 km west of Kathmandu with which it is connected by regular flights and bus services. It is the starting point for trekkers bound for Annapurna Circuit and Dhaulagiri Himal. It offers excellent facilities for sport and recreation such as boating, sailing and fishing on Lake Phewa, ultra-light flights, paragliding, golf courses, pony riding, mountain biking and rafting. Once famous for being a major trading route between India and China, it is nowadays rightly well known for its panoramic views, beautiful scenery and culture.

Related link:


Pokhara, the valley of lakes

 
L'albergo Green Tara dove alloggiamo 
The Green Tara Hotel where we stay overnight


Il Lago Phewa
Lake Phewa


Barche coloratissime dal fondo piatto
Brightly painted wooden boats


 L'isoletta con il Tempio Barahi
The tiny island with the Barahi Temple


Fedeli all'ingresso del Tempio Barahi
Devotees entering the Barahi Temple



 Il Tempio Barahi
The Barahi Temple


Il lago Phewa in controluce
Lake Phewa against the light

                                                                                            Foto Carlo Zanoni
Di ritorno dall'isola 
Crossing the lake back

 La grade pagoda buddhista: un monumento alla pace
The World Peace Stupa on top of the hill

 Biglietto d'ingresso al museo della montagna
Entrance ticket to the Mountain Museum

Il cippo commemorativo dedicato agli alpinisti morti in montagna
The Memorial dedicated to mountaineers who lost their lives

 Il Museo Internazionale della Montagna: l'ingresso
 The International Mountain Museum: main entrance

 Uno dei grandi saloni all'interno del museo
Inside the Museum

 The Tamang ethnic group

The Thakali ethnic group

The Chhantyal ethnic group


Il Lakhang, fedelmente ricostruito, è una grande stanza delle preghiere tipica dei monasteri buddhisti. Qui il Lama riceve le spedizioni alpinistiche per la benedizione. 
The Lakhang is a prayer room to be found in Buddhist monasteries. Here the Lama blesses the mountaineers before climbing.

Il modellino alto 10 metri del Monte Manaslu (8125 m) 
Mt Manaslu (8125 m) model, about ten metres high, is just outside the museum.

Un venditore di frutta ambulante sul lungolago
A fruit street vendor on the Lakeside

Una simpatica cartina di Pokhara e la sua vallata
A nice map of Pokhara and its valley












martedì 7 febbraio 2012

Annapurna Himal: Kathmandu - Besisahar - Bhulbhule

(dal mio libro)
 
ANNAPURNA HIMAL
Fra le terre alte nel cuore del gigante himalayano


Leggi le prime pagine
http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1023423 

12 Ottobre 2011. Besisahar. Ci si arriva da Kathmandu dopo cinque interminabili ore di viaggio con un piccolo autobus che accoglie, sui suoi scomodi e stretti sedili, 25 persone: 11 italiani, 11 portatori, due guide sherpa ed un autista... ovviamente indispensabile. Noi davanti. I portatori dietro. A bordo, gli zaini ed altro materiale occupano tutto lo spazio che rimane da occupare. Sul tetto hanno trovato posto le grandi sacche dal peso di 18 – 20 chilogrammi l'una. Sono circa 180 chilometri di discreta strada asfaltata e di pista sterrata terribilmente polverosa. Si snoda lungo un percorso fatto di numerosi saliscendi e continue curve in un paesaggio reso a volte gradevole per le verdi colture e le macchie di alberi. Fa molto caldo. Una breve sosta per sgranchire le gambe anchilosate, data l'innaturale posizione, rinfrescare mani e viso ad una fontanella e consumare presso un bhatti o locanda, un dal bhat, il piatto tradizionale della cucina nepalese a base di riso bollito servito con minestra di lenticchie. Con sollievo accolgo il “tutti giù” a Besisahar. Mentre si scaricano a terra le sacche e ciascuno si mette lo zaino in spalla, Khaji Sherpa si reca nel primo di una lunga serie di checkpoint per il dovuto controllo dei trekking permit e per segnalare la nostra presenza. I portatori hanno il loro bel da fare per caricarsi sul dorso le nostre pesanti sacche ed i loro minuscoli zainetti con gli effetti personali. Alcuni tradiscono un'età estremamente giovane, dei ragazzi quasi. Il “mio” si chiama Bishhnu, età 31 anni, occhi neri e carnagione olivastra, come tutti qui del resto. Estremamente riservato, dall'incerto sorriso e di pochissime parole: il suo colloquio in inglese non va al di là di un “good morning” o di un “namaste”, il saluto nepalese.
Ci attendono 238 chilometri di cammino. Un dislivello di 13.680 metri in salita e di 10.890 metri in discesa, metro più metro meno. Massima elevazione il Thorung La, 5416 metri.

12 Ottobre 2011. Besisahar (820 m) - Bhulbhule (840 m) - 9 km. Primo giorno. I primi passi iniziano su un sentierino che scende rapidamente fino a superare, su di un precario ponticello di tronchi di bambù, un fiumiciattolo che si getta nel Marsyangdi Khola. Poi il sentiero si allarga fino a diventare una strada sterrata per un buon tratto, dove è possibile incontrare qualche veicolo a motore. Attorno a noi, un paesaggio agreste dove predominano i terrazzamenti coltivati a riso e la foresta subtropicale e dove scorre il Marsyangdi Khola, qui fiume abbastanza tranquillo e non privo di pericoli durante la stagione monsonica. Superiamo Khudi, antico insediamento Gurung per giungere a Bhulbhule, subito dopo un lungo ponte sospeso alto sul fiume. Cena, pernottamento e prima colazione in lodge. All'esterno fa bella mostra di sé un grande cartello che recita in un inglese, abbastanza corretto: 
 
Benvenuti all'Heaven Guest House & Restaurant
Offriamo:
Ottimo vitto
Servizi igienici puliti
Docce calde 24 ore su 24
Stanze singole, doppie e triple confortevoli
Informazioni sul trekking
Scenari mozzafiato dalla terrazza e dalle camere

Non mi soffermo sulla qualità dei servizi offerti e non mi lamento. La mancanza di comodità a cui siamo abituati noi occidentali, non la considero poi una perdita così grave. E lavarmi sotto la fontana del villaggio mentre altri attendono in silenzio il proprio turno fa parte del gioco. 




 
ANNAPURNA HIMAL
The Annapurna Circuit and Sanctuary

October 12, 2011. Besisahar. Five hours ride from Kathmandu on a Tata bus. On board, 25 people: 11 Italian trekkers, 11 porters, two Sherpa Guides and a...driver... of course. Our rucksacks and gear fill up every space. No room to move about! On the roof-rack of the bus are the big duffel bags weighing 18 to 20 kilos each. The road winds its way up and down the hills amid cultivated fields and woodland. It is hot. We stop at a bhatti or local inn and have some dal bhat, cooked rice served with lentil-like sauce, a traditional Nepali dish. In Besisahar, the trekking starting point, the duffel bags are unloaded and Khaji Sherpa, the Sirdar of the expedition, pays a visit to the local police check post, the first of many, for registration. The porters load the big bags on their shoulders and are ready to go. My porter, a thirty-one-year-old man named Bishhnu, is a very reserved person: his only Eglish words are “Good Morning” or better, the Nepali word “Namaste” as a greeting.
Ahead of us two hundred and thirty-eight kilometres walk, 13,680 metres to climb up and 10,890 metres down. Maximum elevation: Thorung La (pass) at 5,416 metres.

October 12, 2011. Besisahar (820 m) - Bhulbhule (840 m) - 9 km. Day one. Our first steps follow a path descending steeply to a small narrow river. We cross the bamboo bridge, quite unsteady under our feet. The trail gets larger and larger... it is a dirt road by now and we walk through rice fields and subtropical forests with the Marsyangdi River on our right. We pass Khudi, an old Gurung settlement to reach Bhulbhule, soon after a suspension bridge over the Marsyangdi Khola. On the wall outside the lodge where we stay overnight a sign reads:
Wel Come to
Heaven Guest House & Restaurant
We Serve:
Delicious fresh food.
Clean Toilet & Bathroom.
24 hrs. running Hot Shower.
Single, Double and Tripple rooms with comfortable bed.
Trekking Information.
Breath taking scenery from barandah & room.

Well... not the Queen's English! I will not make any comments on the service or accommodation. Giving up the high standard of comfort and service so typical of our everyday life is not a great loss, after all. And washing your face and brushing your teeth at the communal fountain while the locals quietly wait for their turn to come is quite an experience!

Wednesday, October 12, Kathmandu - Marsyangdi Mandala Hotel. Loading and ready to set out...

Five hours ride from Kathmandu to Besisahar. On board, 25 people: 11 Italian trekkers, 11 porters, two Sherpa guides and... the driver!

Besisahar: punto di partenza per il giro dell'Annapurna.
Besisahar is the starting point for the Annapurna circuit.


Seguiamo il corso del Marsyangdi Khola (fiume) su strada sterrata
Walking on a dirt road along the Marsyangdi Khola (river)


                                                                                                                                                                     (Foto Carlo Zanoni)
Khudi è il primo villaggio Gurung che incontriamo

Khudi is the first Gurung village on the way to Bhulbhule


La grande insegna del nostro alberghetto a Bhulbhule
The big sign outside our lodge in Bhulbhule


                                                                                                                                                                        (Foto Carlo Zanoni)
Bhulbhule: l'alberghetto dove alloggiamo per una notte

Bhulbhule: the lodge where we stay overnight


Il fiume Marsyangdi dal ballatoio del Heaven Guest House & Restaurant
The Marsyangdi Khola from the balcony of the Heaven House & Restaurant


Annapurna Himal: Bhulbhule - Chamje


(dal mio libro) 

ANNAPURNA HIMAL
Fra le terre alte nel cuore del gigante himalayano


Leggi le prime pagine 

13 Ottobre 2011. Bhulbhule (840 m) – Chamje (1430 m) – 20 km. Secondo giorno. Tappa lunga, ricca di saliscendi. Io poi, con Lucia ed Armando, siamo andati fuori percorso proprio in vista di Bahundanda, grazioso villaggio alto sulle nostre teste su di un crinale, allungando tempi, distanza e dislivello... o meglio... abbiamo sperimentato un po' di “fuori strada”... ecco tutto! La bassa quota in cui ci muoviamo e l'alta temperatura di una giornata piena di sole mi fanno oltremodo apprezzare una eccezionale spremuta di arance che un solerte nativo prepara davanti alla sua dimora proprio al culmine di una lunga salita. Ottimo il lodge dove trascorreremo la notte anche se l'amico Renato, da buon brontolone, afferma il contrario. Presso l'Hotel Tibet Lhasha per cena posso consumare una zuppa di cipolle, omelette al formaggio, patate bollite ed “apple pie”, torta di mele. C'è la possibilità di lavarsi senza ricorrere alla fontana del villaggio e una toilette decente. La camera, d'angolo, è spaziosa e con ampie finestre. Uno spuntino pomeridiano all'arrivo, a base di salame e formaggio con pane biscotto, sapori rigorosamente italiani che Renato, bontà sua, condivide con me, sono la classica ciliegina sulla torta, mentre discorriamo tranquillamente seduti all'aperto, sul ballatoio.

October 13, 2011. Bhulbhule (840 m) – Chamje (1430 m) – 20 km. Day two. A long journey with uphill and downhill climbs all the time. I get lost just in sight of Bahundanda, a nice village perched high above on a ridge, together with a couple of companions... well... let's say... we only wanted to experiment some “off-the-beaten-track”! It is a hot sunny day, which makes me appreciate a freshly squeezed orange juice made by a vendor just on top of a hill soon after a steep climb. We go past Ghermu, Syange and Jagat and reach Chamje where we stop for the night. The Tibet Lhasha Hotel is a good lodge. For dinner I have onion soup, cheese omelette, boiled potatoes and apple pie. Delicious! The two-bedded room is large with spacious windows and plenty of space to move around in. Last but not least a real clean toilet and bathroom.

Ngadi Bazar
Ngadi Bazar


Giochi di bimbi
 Children playing hopscotch


Bimbi giocano a campana di primo mattino
Children playing hopscotch early in the morning


Thursday, October 13 - Bahundanda is perched on a ridge high above

Lili Bhir: a freshly squeezed orange juice. Delicious!

The huge waterfall near Jagat

Chamje (1430 m): the Tibet Lhasha Hotel where we stay overnight

Chyamche (Chamje), 1430 m, on the way to Tal

















Annapurna Himal: Chamje - Timang

(dal mio libro)
ANNAPURNA HIMAL
Fra le terre alte nel cuore del gigante himalayano


 Leggi le prime pagine:


14 Ottobre 2011. Chamje (1430 m) – Timang (2600 m) – 21 km. Terzo giorno. Tempo variabile. Il villaggio di Tal, che si raggiunge dopo una lunga e ripida salita, appare all'improvviso attraverso un orrendo portale in cemento. Al di là di questo, il fiume Marsyangdi forma una grande ansa, le sue acque sono tranquille e scorrono lentamente attraverso il piccolo altopiano. Tal significa “lago” in nepalese ed è proprio questa la visione che si ha di tutta l'area. Il “lago” fu creato da una immensa frana che in tempi lontani riempì ed ostruì una parte del letto del fiume, formando una barriera ed un nuovo e vasto invaso. Vale la pena qui ricordare una leggenda Gurung che così dice: le due montagne che si affacciano sui lati della piccola valle, est ed ovest, sono due divinità che, in continuo contrasto tra di loro, cominciarono a scagliarsi dei grossi massi. Uno di questi causò una grande frana che modificò interamente il paesaggio. A seguito di ciò i sacerdoti Lama del luogo, edificarono un chorten, ben visibile tutt'ora, per placare la loro ira ed impedire così altre disastrose frane. A Tal entriamo nel distretto di Manang. Ci si arriva dopo aver costeggiato su terreno sabbioso la base di una parete rocciosa a picco sull'acqua. Sosta a Dharapani per la pausa pranzo e controllo del “trekking permit” presso la locale stazione dell'ACAP, l'ente parco. Superato l'insediamento umano di Danaque si entra decisamente in una foresta di conifere e ci si inerpica a lungo prima di arrivare ad un crinale dove sorgono due lodge e poche case: Timang. Cena e pernottamento presso l'Hotel Manaslu. Da qui si ha una buona visione del Manaslu (8156 m).

October 14, 2011. Chamje (1430 m) – Timang (2600 m) – 21 km. Day three. Changeable weather. We reach Tal, after a long steep climb. We can clearly see it in the distance through a horrible cement gate, usually announcing a settlement. Beyond the gate a lake and, in the centre of the flat valley, a beautiful village with lots of lodges and houses. The Marsyangdi Khola (river) widens and you have a wonderful scenic view. Tal means “lake” in Nepali and it refers to a gigantic landslide which occurred a long time ago and partially blocked the flow of the river. According to a Gurung legend, the two mountains on both sides of the valley are deities. They were in struggle with one another and started to throw boulders at each other. One of these boulders caused the slide which now occupies part of the area. The local Lamas built a chorten, which is still visible, to appease the gods' anger. You get to the village after an easy walk on the sand at the base of a overhanging rock. In Dharapani,where we have our midday lunch, there is an ACAP (Annapurna Conservation Area Project) post, one of the many you encounter during the trail, to check your trekking permit. Past Danaque, the path grows steeper and steeper in a series of zigzags through a majestic pine forest as far as an open area on a ridge. Two lodges and few houses welcome the visitor. We stay overnight at the Manaslu Hotel.


In vista di Tal, sulle rive del Marsyangdi Khola
Approaching Tal, on the banks of the Marsyangdi Khola


Il fiume Marsyangdi occupa quasi per intero la piana su cui sorge il villaggio di Tal
Tal stands on a flat area where the Marsyangdi Khola flows, surrounded by impressive cliffs


Tal, 1700 m, è un villaggio lindo e pulito immerso in un'oasi di pace
Tal is a quiet, neat and tidy village at 1700 m


Un ponte sospeso lungo 60 m supera il Marsyangdi a quota 1850 m
A 60 metres long suspension bridge crosses the Marsyangdi Khola at 1850 m


In vista di Dharapani al di là del ponte
In view of Dharapani beyond the suspension bridge


Dharapani: uno dei tanti checkpoint, posti di controllo della polizia








Dharapani: one of the many police checkpoints


Danaque: the big prayer wheel and one of the paintings inside a small Buddhist temple


Il nostro lodge a Timal, 2600 m, l'Hotel Manaslu
The Manaslu Hotel in Timal, 2600 m, where we stay overnight