domenica 23 gennaio 2011

Nepal ... sanguisughe

Sheduwa. La partenza questa volta avviene sotto una pioggia battente. Un ombrello, in questi casi, si rivela come lo strumento più utile per ripararsi, trattandosi di tranquilli sentieri. La parte iniziale ci vede impegnati su di un crinale che sale dolcemente fra micro appezzamenti rubati alla foresta coltivati a riso. Giornata davvero terribile e memorabile per le sanguisughe. Abbondano. Impossibile fermarsi per una sosta. Saranno quattro ore di continuo camminare con gli occhi sempre puntati sugli scarponi, controllandoci a vicenda, togliendoci di dosso quelle che riusciamo a vedere. Ma è una battaglia persa in partenza. Tutti dobbiamo pagare il nostro piccolo tributo di sangue a questo poco simpatico animaletto. Maddalena forse più di tutti. Si muovono rapidissime sui nostri corpi alla ricerca del punto debole fra gli abiti per attaccarsi con la ventosa boccale alla pelle. E succhiare. Riescono a passare attraverso i calzettoni e in tale modo si apprestano al banchetto. Io me la cavo, si fa per dire, con il piede destro che sembra un campo di battaglia. A Tashigaon mi tolgo le scarpe, il calzino presenta una serie di grandi macchie rosse per il sangue fuoriuscito. E Renato se ne trova una addirittura nell'area inguinale! 

 
Le sanguisughe sono particolarmente attive durante la stagione monsonica, vale a dire da maggio a settembre/ottobre, nelle foreste dai 1200 ai 3500 metri di quota. Quando si attaccano alla pelle si può provare una sensazione di freddo molto localizzata: è un indizio della loro presenza. Non sono un rischio per la salute come possono esserlo le zecche ad esempio; più che altro sono spiacevoli a vedersi. Secernono una sostanza che funziona da anestetico per cui non si prova alcun dolore e una volta satolle del nostro sangue si staccano spontaneamente. Rimedi? Come prevenzione si può strofinare del sale o i normali repellenti su calzettoni e caviglie, luoghi di più facile accesso per loro, dato che si trovano sul terreno in particolare; ma vivono anche sulle foglie e i rami di alberi e cespugli per cui il loro attacco può avvenire in ogni parte del corpo! Se si attaccano offrono una certa resistenza per cui è necessario usare una piccola fonte di calore, una sigaretta accesa o una piccola fiamma. Sembra che in Nepal esista un repellente particolarmente efficace a base di erbe. Mi riprometto di farne uso alla prima occasione!
( da "Ho visto le montagne toccare il cielo" )
Leggi le prime pagine
http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=573200 

Ecco come Chris Bonington, nel suo libro “Everest parete sud-ovest”, dall'Oglio Editore 1975, presenta al lettore le sanguisughe.

La sanguisuga media è lunga circa due centimetri e mezzo, ha una ventosa alle due estremità del suo corpo tubolare e si sposta da ventosa a ventosa. Ama starsene sulle rocce aride e sui sentieri asciutti e sulle piante che pendono sopra la pista battuta. Appollaiata su una ventosa, si stende in tutta la sua lunghezza, ondeggia come un'erbaccia in una pozza limacciosa e tenta di attaccarsi alla vittima. Sembra che esistano due varietà principali di mignatta, comuni alla regione montuosa del Nepal, una nera e una bruna, spesso con una striscia gialla lungo il corpo. La bruna è la più grossa, ma entrambe moltiplicano le loro dimensioni dieci volte appena rimpinzate. La sanguisuga può scivolare attraverso i pertugi più piccoli. Può entrare facilmente in una scarpa attraverso il laccio e penetrare in parecchi indumenti di lana. Quando si sono ben infiltrate è difficilissimo scoprirle. Le più grosse possono causare un'acuta sensazione di dolore che ne rivela la presenza; ma, se non è avvertita, esse avranno certamente usato un anestetico locale per ridurre il dolore mentre estraggono il sangue. Se non viene scoperta, la mignatta può succhiare lentamente per giorni e giorni e giorni, poi scompare lasciando la vittima con la ferita aperta che sanguina. Una ferita dovuta alle sanguisughe deve essere curata come un taglio, perché nei climi umidi ogni tipo di lacerazione impiega più tempo a guarire. Se la mignatta viene scoperta proprio quando si attacca alla pelle, è piuttosto difficile strapparla via perché di solito si attaccherà con la ventosa libera alle dita. Un pizzico di sale sulla sanguisuga la costringerà a staccarsi senza lasciare una piaga sanguinante. Lo Sketofax o altro unguento analogo contro gli insetti, applicato abbondantemente, scoraggia in generale le mignatte. Il sale o l'unguento strofinato sulle scarpe o sulla pelle è quasi l'unica protezione, ma diventa presto inefficace se si attraversa dell'acqua o se si suda.”

1 commento:

  1. ma ci sono sempre questi odiosi vampiri? anche se si va in Nepal a metà ottobre?

    RispondiElimina